palio di castel del piano
Dal 1968 ad oggi
Un organismo vivo che si è evoluto anno dopo anno mantenendo ben saldi i punti fermi che lo contraddistinguono:
la celebrazione della SS. Madonna delle Grazie, la disfida, la sorte.
Castel del Piano è una comunità che vive tutto l’anno il suo Palio con appuntamenti, religiosi e pagani, attività ed iniziative che accompagnano grandi e piccini ai giorni della Festa vera e propria. Il calendario paliesco, infatti, si apre il 17 gennaio con la celebrazione di Sant’Antonio durante la quale la contrada vincitrice dell’ultima carriera riconsegna l’asta del drappellone al sindaco che la terrà in custodia fino al successivo 8 settembre; e si chiude l’ultima domenica di settembre con la cerimonia di consegna del Baccile.
La leggenda narra che l’effige della Santissima fosse venerata in una piccola cappella della campagna di Sorano, territorio, a quei tempi, dei conti Aldobrandeschi. Durante una delle frequenti guerre tra Siena e gli Aldobrandeschi, nel 1431, che quattro soldati di Castel del Piano, Ricci, Donati, Vagheggini e Arrighi, che combattevano al soldo di Siena, una volta entrati nel piccolo oratorio che custodiva la tavola, furono avvisati dalla Vergine dell’imminente arrivo del nemico e, quindi, del pericolo. I quattro fuggirono portando con se l’effige e, tornati a Castel del Piano, la deposero nella piccola cappella fuori delle Mura, davanti alla Porta Pianese affinché tutta la comunità potesse venerarla.
Dagli ultimi studi, la data di nascita del Palio di Castel del Piano può essere fatta risalire all’adunanza del 14 luglio 1765 della Deputazione della SS. Madonna delle Grazie.
“Fu determinato farsi un Palio di valore circa quindici scudi da giuocarsi alla Corsa dei Cavalli quando potrà riuscire nelle Storte”.
Con questa determinazione si corse il primo Palio, il 7 luglio del 1771, in occasione dell’incoronazione dell’immagine della Santissima Madonna delle Grazie da parte del Granduca di Toscana Leopoldo di Lorena. Quell’edizione fu vinta dalla Comunità di Montenero.
Si può quindi ben dire che la “carriera” di Castel del Piano ha assunto da quell’anno la struttura attuale. Dopo il 1771 le carriere, nel quadro delle festività casteldelpianesi, continuarono per tutto l’ottocento e i primi del novecento. Nel dopoguerra proseguirono le corse nella storica Piazza Garibaldi, con gare e premi, ma senza Contrade, Comunità e Comuni. Nel 1967 fu decisa una radicale trasformazione delle corse dei cavalli in Palio delle Contrade, scelte per affinità di territorio e tradizionali divisioni in rioni.
Ogni 8 settembre la corsa del Palio è preceduta da un corteo storico che negli anni si è aggiornato e oggi rappresenta uno degli esempi migliori di rievocazione del periodo storico che va dal 1331, data della conquista di Castel del Piano da parte della Repubblica di Siena, al 1571, anno in cui vengono concessi gli Statuti Comunali alla comunità ciola. In particolare, con il corteo di Castel del Piano si rievoca una giornata di festa del 1431, l’arrivo in paese dell’effige della Santissima scortata dai quattro soldati e salutata da tutta la comunità.
Il corteo è aperto da un vessillifero che porta la “balzana”, stemma dello Stato senese e oggi del Comune di Siena, in ossequio alla fedeltà verso la Repubblica dimostrata dalla popolazione di Castel del Piano, dall’anno del passaggio (1331) a quello della caduta (1559), nonché a perenne ringraziamento per la concessione della fiera del 9 settembre, che sin dall’istituzione (1402) è stata inesauribile fonte per l’economia del paese.
Segue il vessillifero che porta l’antico stemma di Castel del Piano, raffigurante un maestoso castagno. Ai lati sfilano i vessilliferi che portano gli antichi stemmi di Montegiovi e Montenero d’Orcia, raffiguranti tre losanghe gialle su sfondo rosso (l’antico simbolo della famiglia senese dei Salimbeni, feudatari di Montegiovi) ed un leone rampante su sfondo bianco.
È la volta, quindi, del collegio dei Priori, vestiti ognuno con i colori delle contrade che rappresentano. Il Poggio rappresenta il Priore della Lira Maggiore, il Monumento quello della Lira Minore, le Storte e il Borgo quelli della Lira Media. Successivamente ecco il Palio, che rappresenta la riproposizione storica ed allegorica della consegna alla popolazione di Castel del Piano della pittura lignea della Madonna delle Grazie.
Il Palio è contornato da quattro figuranti che rappresentano i quattro soldati Vagheggini, Donati, Arrighi e Ricci, che portarono la sacra effige a Castel del Piano. Dietro il drappellone sfilano in ordine le comparse delle quattro contrade, ognuna con i propri colori, simboli e bandiere.
Le contrade rappresentano le classi sociali, le attività economiche dell’antico Comune e le Compagnie laicali.
Il Poggio rappresenta la nobiltà locale e senese, i proprietari degli antichi palazzi e dei terreni a valle; tra le sue comparse sfila anche il Camerlengo, che era il “Ministro del tesoro e delle finanze” dell’epoca. Le Storte e il Borgo sono il ceto medio, nerbo dell’economia del paese, i piccoli e medi proprietari di appezzamenti a valle e i titolari delle botteghe artigiane e commerciali. Il Monumento rappresenta i coltivatori, i tessitori ed i mercanti di lino, prodotto con colture intensive nei Campi di S. Giovanni e fonte di primaria importanza per l’economia dell’antico Comune. Tutte le contrade hanno armigeri che rappresentano la partecipazione dell’intera popolazione alla vittoriosa guerra della Repubblica di Siena contro i conti Aldobrandeschi di Santa Fiora.
palio di castel del piano
La nostra anima
Il Palio di Castel del Piano non è solo una corsa: è identità, appartenenza e passione.
Le Contrade rappresentano la storia del nostro paese, ma anche la sua capacità di guardare avanti, unendo generazioni e creando comunità.
Con orgoglio custodiamo le radici del passato e con entusiasmo costruiamo il futuro, insieme.
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La nostra eredità
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Albo d'oro
L’Albo d’Oro del Palio di Castel del Piano custodisce la memoria delle vittorie conquistate dalle Contrade nel corso degli anni.
È la testimonianza viva di una storia fatta di passione, sfide e orgoglio, che si rinnova ad ogni edizione dell’8 settembre.


